Tavoli

Questo argomento contiene 2 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Matteo A.V. Fugazza Matteo A.V. Fugazza 1 anno, 7 mesi fa.

UNA RIFLESSIONE DAL PUBBLICO

  • Matteo A.V. Fugazza

    buonasera a tutti,
    riflettendo su alcune considerazioni che sono state proposte dal pubblico (con una certa enfasi) in effetti non ho potuto fare a meno di considerare che abbiamo tutti parlato di nuovi modelli di crescita dello studio professionale con diversi modelli di business a vario titolo efficaci ma rimane un nodo gordiano che ci accomuna tutti (o per lo meno accomuna chi di noi, indipendentemente dalla forma societaria, FIRMA E TIMBRA le tavole ed i moduli).

    Matteo A.V. Fugazza

    il modello di RETE CON TITOLARITA’, la SOCIETA’ DI SERVIZI o la SOCIETA’ DI ENGINEERING (leggasi SRL), la COOPERATIVA, etc etc… sono tutti bellissimi modelli ed hanno il pregio di accedere al capitale ed ai finanziamenti regionali…ma poi CHI FIRMA?
    la SRL, la RETE, la COOPERATIVA rispondono per il capitale che hanno ed i beni dei soci vengono lasciati indenni. questo permette anche di prendersi dei rischi decisamente alti (si si va bene, con le assicurazioni, che ovviamente hanno un occhio di riguardo per loro) tanto (figuraccia a parte) più di quello non si rischia ed il proprio conto corrente rimane intatto.
    ma, mi ripeto, qualcuno il timbro lo deve mettere sul foglio di carta (almeno in Italia, all’estero un local chicken si trova sempre) ed a questo poveretto indipendentemente dalla parcella che ha preso gli porteranno via tutto…anche per la SRL/RETE…etc…

    ed allora di cosa parliamo?
    chi firma le pratiche nelle Reti, nelle Srl, nelle Cooperative…?
    è l’AD della Srl che mette il suo Conto Corrente sul tavolo?
    è il Presidente della Rete che timbra li progetto?

    …in effetti l’internazionalizzazione non è poi così male…si fa solo la Direzione Artistica, si rischia in proporzione alla propria assicurazione e/o Capitale Sociale…e si dorme sereni

    lavorando come tutti gli altri…ma sereni

    Matteo A.V. Fugazza

    Non vi è poi da stupirsi se gli studi sono piccoli e fanno lavori piccoli, perché ne basta uno di scherzi del tipo:
    “l’impresa è sparita, l’immobiliare è sparita, il venditore è irreperibile rimane l’architetto progettista e/o DL ed il giudice “serenamente” gli appioppa danni per centinaia di migliaia di euro IN SOLIDO a fronte di una parcella di poche, molto poche, decine di migliaia di euro, a volte mooolto scontate…allora la famosa “assicurazione obbligatoria a tutela del cliente(?)” decide che ovviamente ha assicurato il progettista mica gli altri loschi e furbi figuri e non intende pagare per gli altri tre…”

    Ed allora ogni volta che una favolosa, grande e strutturata società di progettazione si presenta per spiegare come si fatturano milioni di euro in architettura capisco perché mi viene da grattarmi la testa

    …perché qualcosa non lo capisco…chi paga se qualcosa va storto?
    ecco come mai io ho deciso che NON FIRMO PIU’ NULLA, piuttosto guadagno meno per pagare qualcuno che firma MA NON FIRMO PIU’ NULLA…che è una vera tristezza…

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