Tavoli

Questo argomento contiene 6 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ilaltre 1 anno, 9 mesi fa.

Formazione della P.A.

  • Uno dei problemi primari che siamo costretti ad affrontare quando ci confrontiamo con la Pubblica Amministrazione è quello che riguarda le competenze professionali dei tecnici comunali.
    Spesso le risposte che riceviamo alle nostre richieste di informazioni sono contraddittorie inoltre i tecnici interpretano la normativa edilizia ed urbanistica a proprio piacere. Le Norme, per loro stessa natura, non devono essere interpretabili, purtroppo la Legislazione Italiana sembra fatta invece proprio per promuovere successivi Regolamenti che ne vadano a spiegare il significato.
    Per ovviare a questo problema che contribuisce inoltre anche all’ allungamento dell’iter per l’ottenimento dei Titoli edilizi è necessario che l’Amministrazione Pubblica promuova veri e propri corsi di formazione per i propri dipendenti attraverso i quali tutti possano conoscere molto bene le Norme e la Giurisprudenza ad esse collegata oltre alla giusta interpretazione delle stesse.

    concordo con Simona Ferradini, la legislazione a tutti i livelli, nazionale, regionale e purtroppo anche locale sembra formulata per indurre il professionista a commettere errori e rimanda spesso a successivi strumenti “chiarificatori”.
    Impossibile spesso ricondurre le norme ad una unica lettura interpretativa.
    La Pubblica Amministrazione, attraverso la competenza dei propri dipendenti, dovrebbe risolvere eventuali dubbi interpretativi e semplificare il più possibile le procedure. Ritengo questa debba essere una delle funzioni principali a supporto del cittadino.
    Assistiamo sempre più spesso ad una tendenza opposta data anche dalla carenza di formazione.

    Noto che ci si dimentica molto spesso che la pubblica amministrazione non è autosufficiente, ma che dipende strettamente dalla politica.
    Come funzionario regionale che ha partecipato spesso alla scrittura di testi di legge regionale, faccio presente che le leggi regionali sono approvate dal Consiglio regionale. Ciò significa che il testo elaborato da tecnici e giuristi è “revisionato” dalle commissioni consiliari. Spesso, dunque, il testo approvato perde concetti, frasi e addirittura articoli importanti. Soprattutto quelli che non indurrebbero a fraintendimenti.

    la mail di “ilatre” pone un problema tanto importante quanto di difficile soluzione. forse gli estensori di leggi e regolamenti dovrebbero avere più spazio oppure relazionarsi meglio con le commissioni politiche?

    Ritengo che le correzioni o revisioni delle commissioni consiliari debbano essere sempre supportate dal parere meramente tecnico degli estensori, un parere super partes.
    Un conto è dare un indirizzo politico, altro è invece snaturare e vanificare il principio della norma creando strumenti “mostruosi” di difficile lettura e applicazione.
    Siamo un paese dove il proliferare normativo è l’attività più visibile della politica, ma dove la certezza del diritto, proprio per l’accavallarsi delle norme e il loro alto grado di interpretazione possibile, è pura utopia.

    Aggiungerei che tutta la Giurisprudenza che regola l’Urbanistica e l’Edilizia dovrebbe essere scritta non solo da avvocati, giuristi, parlamentari eccetera ma con la partecipazione di noi tecnici, infatti il problema si pone sempre dopo, quando noi per poter ottenere le Autorizzazioni Edilizie, siamo costretti ad applicare Normative spesso contraddittorie o addirittura inattuabili che rendono necessaria la produzione di Regolamenti che sarebbero inutili se le Leggi fossero chiare e coerenti.
    Siamo noi a dover applicare Leggi e Regolamenti Edilizi che spesso si scontrano con problemi tecnici che solo noi possiamo conoscere, pertanto dovremmo essere noi ad omologare la correttezza e sostenibilità della Normativa Tecnica

    Qualsiasi architetto iscritto all’ordine dovrebbe sapere che le leggi e gli strumenti di pianificazione che riguardano il governo del territorio sono sempre elaborati dai funzionari consultando enti territoriali, associazioni e ordini professionali.
    Questo sia per le leggi regionali che per quelle nazionali: l’interlocuzione con tutti gli stakholders è obbligatoria!
    Anche per la revisione della l.r.12/05 (che regola l’urbanistica in regione Lombardia) si stanno svolgendo incontri già da diversi mesi, e sono in calendario altri nelle prossime settimane, con province, città metropolitane, comuni, associazioni di categoria e ordini professionali. L’ordine degli architetti è sempre presente al tavolo di scrittura della legge e presenta proprie proposte di emendamento o integrazione degli articoli.

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 9 mesi fa da  ilaltre.

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