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Bandi di gara: una proposta

  • Una riflessione di Carlo Lanza su provvedimenti adottabili per i bandi di gara

    Partendo da quella che è la situazione generale del settore delle opere pubbliche e delle gare che sono indette, non si può che affidarsi ai dati pubblicati mensilmente dal CRESME / CNAPPC come OSSERVATORIO BANDI PROGETTI dove i grandi numeri dimostrano incrementi e flessioni del numero di bandi pubblicati dai diversi enti (vedi sito Awn).

    Ad esempio si può leggere che dal gennaio al novembre del 2015 sono stati segnalati 5.972 bandi: di questi, 5.439 sotto i 100.000 euro, 248 tra 100.000 e 200.000 euro, 285 oltre i 200.000 euro.
    La lettura dei resoconti mensili dettagliatissimi è particolarmente efficace per costruire una valutazione statistica del mondo delle opere pubbliche e degli incarichi professionali.

    Lo studio si basa sui contenuti dei bandi di gara e dei valori base degli onorari definiti dagli enti. Non distingue per tipologia di gara (massimo ribasso, economicamente più vantaggioso, ecc.), non segnala se sono state applicate le norme del decreto Parametri (vedi Autorità Anticorruzione), non verifica se i valori a base di gara corrispondono alle prestazioni effettivamente richieste, non dichiara i ribassi che hanno determinato l’affidamento degli incarichi.

    La lettura dello stato del settore delle opere pubbliche in relazione agli incarichi sarebbe certamente molto più interessante se si approfondissero gli aspetti reali dei rapporti della pubblica amministrazione col mondo delle professioni secondo i parametri appena citati.
    Ad esempio si potrebbe scoprire che gran parte dei bandi sotto i 100.000 euro sono collocati artatamente in quella fascia. Oppure che gli onorari programmati per quel periodo di 393.719.889 euro avrebbero dovuto essere conteggiati per valori superiori. Oppure ancora che il valore reale dei contratti si è attestato su cifre di gran lunga inferiori.

    Da qui nasce una sola considerazione. Così come è prevista la validazione dei progetti, è necessario che si istituisca una validazione dei bandi di gara, da affidare agli Ordini che dovranno organizzare corsi di aggiornamento per iscritti e per tecnici pubblici ed istituire le necessarie commissioni. Ciò renderebbe omogeneo, su tutto il territorio nazionale, il criterio di approntamento delle gare e la preparazione dei RUP.
    Il fine è e dovrebbe essere quello, semplicemente, di applicare le leggi e le norme esistenti.

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